La cera bianca sulla copertina scarlatta - di corrado onnis - copyright - ® 2014

 

Figliolo potresti avvicinare qualche candela e farmi un po’ di luce che non riesco a leggere i caratteri impressi su questo vecchio libro?”

“Si padre arrivo tra un attimo, il tempo di poggiare questi tomi sulla scrivania e...”

E a metà sentenza perse l’equilibrio rovesciando i pesanti volumi un po’ sulla scrivania e il resto sul pavimento di legno provocando uno sguardo del padre un po' accigliato.

Anche il candelabro d’argento tentennò quel tanto giusto a rovesciare della cera bollente sulla copertina scarlatta di un grosso libro adagiato su un angolo dello scrittoio da un tempo quasi ormai immemorabile.

Per un attimo il padre parve scoppiare in un’esplosione di rabbia, ma in un istante,vincendo la sfida contro la facile e insensata ira, il suo viso si calmò e con un lieve sorriso carico di comprensione, chiese al figlio come mai ultimamente era così distratto..

"Scusatemi padre, e che ho tanto da studiare in questi ultimi tempi, e poi ho i corsi di educazione fisica con il nuoto, e gli esercizi di ginnastica..con gli anelli e la cavallina sapete?..e...si soffermò per un istante, respirò profondamente e poi alzando quegli occhietti stanchi ma sempre vispi, da bambino di 10 anni aggiunse: "e vorrei passare più tempo con gli amichetti, e poi tornare a casa e stare con la mamma mentre suona il piano e raccontarle le mie avventure e ascoltare le sue risposte anche se, molte volte non le capisco sempre ma..ecco..questo.."

Parve chiedere il bambino con occhi speranzosi e trepidanti.

"Va bene così Thomas, ora vai di là e chiedi a tua sorella che prepari una buona tazza di tè per tutta la famiglia così facciamo una piccola pausa, e poi quando torni vedremo il dà farsi; ci penso io a rimettere a posto qui..vai ora.."

Il bambino lasciò la stanza a malincuore, avrebbe voluto sentire delle parole rassicuranti dal padre invece che dei soliti enigmi, ma.. già mentre camminava frettolosamente a cercare la sorella, fù colto da quella eccitazione che sale ai bambini di tutte le età, lo spirito d'avventura che scaturisce dalla fervida immaginazione aveva preso il sopravvento facendogli momentaneamente dimenticare così quella apparente delusione.

Intanto sulla scrivania, la candela bruciava lentamente e la cera che continuava a sciogliersi colava dal candelabro d'argento con una delicata persistenza creando leggeri strati di fantasia bianca e scarlatta sulla copertina di pelle dell'antico libro.

 

"Lo sai che presto arriverà il momento di spiegare ai tuoi figli il vero ruolo nella scacchiera dei futuri eventi, e devi essere in grado di prepararli adeguatamente, e per farlo occorrerà che misuri bene il tuo tempo da dedicare a entrambi."

La voce proveniva dal fondo dello studio, l'uomo di età indefinita si trovava seduto sulla poltrona accanto alla larga vetrata protetto dalla penombra, e senza distogliere lo sguardo da Gregory,(il padre del piccolo Thomas,) finiva di caricare la pipa con la miglior mistura di tabacco olandese aromatizzato, poi con fare sapiente, accese il tabacco e con la prima tirata diffuse nell'aria un alquanto gradevole aroma.

 

"Tu??..ma quando..come ??..Non ti ho visto entrare.."

 

"Come e quando non è importante ora..sai perché sono qui no?"

 

Gregory annuì, sebbene ancora sorpreso per quella improvvisa apparizione..

 

"Bene.." continuò la misteriosa figura, " allora saprai anche che è arrivato il momento di dare inizio alla loro "nuova" istruzione."

 

"Mi chiedo se riuscirò mai a trovare la formula migliore dopotutto sono ancora piccoli" chiese perplesso Gregory a quella strana sagoma avvolta dal fumo.

 

"Si..posso capire..ma..ora è il momento più propizio per introdurli ai nuovi insegnamenti..e so che posso fidarmi ampiamente delle tue capacità.

Ricorda come è stato per te, e sopratutto chi sei stato, chi sei ora e ciò che sarai nel tempo che verrà..

Uno spruzzo di saggezza, tre quarti di quel tuo spirito indomito e di quella determinazione che ti hanno permesso di essere qui ora, aggiungi un pizzico di una leggera allegria e mescola il tutto nell'ampolla del vissuto..questi sono quasi tutti gli ingredienti per la tua formula.."

 

Gregory lo scrutò intensamente cercando di indovinare il significato nascosto di quelle parole, infine disse: " Quasi tutti gli ingredienti?" "Cos'altro ancora?"

Le tirate di pipa si fecero più frequenti riempiendo lo studio di gradevoli nuvolette di fumo all'aroma fruttato..e il misterioso interlocutore aggiunse: "Tu, tua moglie, i vostri figli, le persone a voi più vicine e la capacità di capire quando è il momento di portarli avanti o tirarli un po' indietro, il riconoscimento dell'errore e lo stimolo della trasformazione, questo e tutto ciò che verrà,sono gli ultimi ingredienti..come dosarli e mescolarli è il compito più arduo e tuttavia fondamentale che spetta a voi, e a voi solamente.."

Improvvisamente un vento leggero ma deciso spalancò parte della larga vetrata e il fumo diradandosi portò via con sé l'eterea figura lasciando Gregory con gli occhi spalancati e la mente in fermento..poi, con stile impeccabile si voltò sulla scrivania e cercando di scuotersi e dare un senso agli ultimi avvenimenti, spostò il candelabro d'argento e cercò di staccare la cera dal libro scarlatto.

Alcuni fogli di carta ingiallita con degli scritti spuntarono dalla metà del libro, ne prese uno a caso e iniziò a leggerlo, mentre in lontananza l'eco della voce di Thomas e la sorella accompagnati dalla madre si facevano più vicine, capì che l'ora del tè era arrivata, e con essa, l'opportunità di nuovi cambiamenti..


Sotto il primo foglio con alcuni scritti diceva:



LETTERA DI ABRAHAM LINCOLN ALL’INSEGNANTE DI SUO FIGLIO.

"Caro professore, lei dovrà insegnare al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità; ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c'è un eroe, per ogni egoista c'è un leader generoso.
Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico e che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata.
Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria, lo allontani dall'invidia e gli faccia riconoscere l'allegria profonda di un sorriso silenzioso.
Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri, ma anche distrarsi con gli uccelli nel cielo, i fiori nei campi, le colline e le valli.
Nel gioco con gli amici, gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole di una vergognosa vittoria, gli insegni a credere in se stesso, anche se si ritrova solo contro tutti.
Gli insegni ad essere gentile con i gentili e duro con i duri e a non accettare le cose solamente perché le hanno accettate anche gli altri.
Gli insegni ad ascoltare tutti ma, nel momento della verità, a decidere da solo.
Gli insegni a ridere quando è triste e gli spieghi che qualche volta anche i veri uomini piangono.
Gli insegni ad ignorare le folle che chiedono sangue e a combattere anche da solo contro tutti, quando è convinto di aver ragione.
Lo tratti bene, ma non da bambino, perché solo con il fuoco si tempera l'acciaio.
Gli faccia conoscere il coraggio di essere impaziente e la pazienza di essere coraggioso.
Gli trasmetta una fede sublime nel Creatore ed anche in se stesso, perché solo così può avere fiducia negli uomini.
So che le chiedo molto, ma veda cosa può fare, caro maestro.

(ABRAHAM LINCOLN)